A seguito del rinvenimento, avvenuto nel 2022, di materiale viscoso affiorante dal terreno (residuo storico della ex Cava Molino, bonificata negli anni ’80), l’Amministrazione comunale ha fatto il punto sullo stato dell’arte e sulle azioni immediate per la restituzione dell’area alla cittadinanza in occasione della seduta del Consiglio comunale del 30 giugno scorso.
Dopo una tempestiva delimitazione e una campagna di indagini approfondite tra il 2023 e il 2024 (con 38 sondaggi e analisi del terreno), gli esiti analitici validati da ARPA a fine 2025 hanno confermato che la prima falda acquifera (usata solo per scopi non potabili e non domestici) è sicura e rispetta i limiti di legge. Le indagini hanno interessato il sito individuato nel piano di indagine e non sono stati rilevati fenomeni che possano avere contaminato le proprietà private confinanti.
A seguito della variazione di bilancio approvata ad aprile, l’Amministrazione ha ufficialmente stanziato i fondi e affidato l’incarico a Società Esperta Ambientale, che è attualmente al lavoro per redigere il Progetto di Bonifica e Messa in Sicurezza Permanente, che sarà presentato nell’autunno del 2026. Il progetto prevederà opere di contenimento definitive per isolare i residui nel sottosuolo in modo persistente e sicuro.
L’obiettivo dell’Amministrazione è avviare un confronto con Regione Lombardia per intercettare fondi e bandi dedicati al recupero delle aree degradate e contaminate, per cui sarà sottoposto all’esame degli Enti competenti il progetto mediante avvio della Conferenza dei Servizi entro la fine dell’anno. Dal punto di vista amministrativo, quindi, l’iter prosegue e gli uffici si occuperanno di preparare il bando di gara per l’assegnazione dei lavori. Dal punto di vista pratico, i tempi sono legati alla stagionalità, perché questo genere di interventi richiede temperature invernali. Pertanto, si ipotizza che il cantiere per la messa in sicurezza definitiva potrà essere avviato nell’autunno del 2027.
L’Amministrazione conferma che ogni azione si svolgerà con il massimo rigore scientifico e normativo per ripristinare il Parco degli Alpini e renderlo nuovamente fruibile a tutti in totale sicurezza.